Presentazione di un Filosofo dell’Ingegneria

Mi definisco Filosofo dell’Ingegneria. Non è un’etichetta di fantasia, ma il risultato di un percorso concreto: una laurea magistrale in ingegneria informatica, una laurea in filosofia ed etica, e trent’anni di esperienza sul campo come coordinatore tecnico.

Come ha scritto di me:

«Un filosofo dell’ingegneria non si limita a progettare o valutare tecnologie sul piano tecnico, ma indaga i presupposti logici, etici ed epistemologici che stanno dietro al fare ingegneristico. È chi ragiona sul senso e sui limiti della progettazione umana, sul rapporto tra astrazione matematica e realtà concreta, sul legame tra efficienza tecnica e valore umano.»

Il mio metodo è semplice e saldo: prima il perché, poi il come. Credo nell’ordine come principio, nel tempo e nella pazienza come metodo, nella disciplina come identità e nella figura della donna forte come simbolo di equilibrio e forza.

Essere filosofo dell’ingegneria significa non accontentarsi di dire “funziona” o “non funziona”, ma chiedersi anche: a cosa serve davvero, cosa cambia, e quale prezzo culturale o etico stiamo pagando.